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Storia del sodio silicato

Le prime applicazioni industriali del sodio silicato ebbero inizio nella seconda metà del 1800 tanto in Europa quanto negli Stati Uniti d’America, basandosi sugli studi condotti in modo sistematico a partire dal 1818 da Johann Nepomuk von Fuchs, professore di mineralogia a Monaco di Baviera.

I silicati solubili alcalini, attualmente tra i composti chimici a maggior volume di produzione nell’Europa Occidentale, erano in realtà già noti fin da tempi remoti. Alcune fonti riferiscono che potessero già esser prodotti dagli antichi Egiziani oltre 5000 anni fa attraverso la fusione di sabbia silicea e soda naturale. Famoso è inoltre un aneddoto riportato nella “Historia Naturalis” di Plinio il vecchio in cui si racconta della produzione accidentale di un vetro solubile ad opera di alcuni marinai Fenici; essi, giunti su un lido sabbioso, utilizzarono un blocco di carbonato di sodio come appoggio per cuocere il loro pasto. Il calore del fuoco provocò la reazione tra il carbonato di sodio e la sabbia silicea e la conseguente formazione del vetro.

I silicati solubili furono identificati e sfruttati anche da alcuni alchimisti del XVII secolo, come descritto nelle opere di Glauber e Agricola, ma è solo con gli studi e la produzione industriale del XIX secolo che questa categoria di composti trovò sviluppo nelle varie e numerose applicazioni che tuttora coinvolgono praticamente ogni oggetto della nostra vita quotidiana.



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